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I giudici senza i cinque sensi |
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La legge italiana, in accordo con la Chiesa sostiene che nessun individuo può decidere della vita di un altro e aggiunge anche che aiutare un individuo a togliersi la vita, fornendogli gli strumenti necessari è illegale e perseguibile con il carcere da 6 a 15 anni.
Se anche il paziente fosse in grado di intendere e di volere e scegliesse di morire o in caso di presenza di testamento biologico, il medico non sarebbe autorizzato a soddisfare la volontà del paziente. Coloro che sono favorevoli all'eutanasia hanno una percezione esterna di quello che vive il malato, essi possono solo supporre se essi stiano soffrendo e non possono sapere se, nonostante il coma, siano veramente privi di ogni conoscenza; ne sono un esempio tutti quei pazienti che vengono operati sotto effetto di anestesia che non fa effetto e apparentemente dormono ma al loro risveglio si scopre che essi hanno sentito il dolore di ogni azione dei medici.
Non sapendo ciò che si prova in quello stato quindi, chi può decidere di provocare il dolore che porta il proprio caro alla morte? Non è giusto decidere della vita degli altri è immorale e non si può nemmeno far fede al testamento biologico perché esso è stato scritto prima di entrare in quello stato, cioè ignari di quello che si sarebbe provato. Cambiare la legge quindi, significa, in quanto cristiani, rinnegare la nostra religione e in quanto uomini, operare in un campo in cui l'uomo non ha alcuna conoscenza oggettiva. Francesca Sblendorio - classe IV C Liceo Scientifico “M. Curie” di Pinerolo (TO) 21 maggio 2010 Altri punti di vista per approfondire: Avvenire, 8 maggio 2010: “Spagna, la «morte degna» è già legge in Andalusia” |