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In Iran continuano le proteste e le guerriglie contro il governo di Ahmadinejad. I rivoluzionari sfruttano ogni manifestazione statale per scendere in piazza contro il governo e il suo presidente, da molti calunniato come dittatore. Infatti, da quando nello scorso giugno sono svolte le elezioni presidenziali, si sono verificate moltissimi disordini e moltissime proteste nei confronti del capo dello Stato, accusato dall’opposizione di essere salito al potere grazie ai brogli elettorali.
Sono principalmente i giovani a protestare, universitari impressionati unicamente dagli aspetti libertini dello stile di vita occidentale, vogliono rovesciare un governo che si basa su ciò che è stato per secoli il fondamento della loro cultura, la religione. Infatti lo scopo dei manifestanti e dell’opposizione è quello di occidentalizzare una nazione che ha una tradizione culturale e religiosa islamica. Non si può imporre con una ribellione lo stile di vita di un popolo. I leader come Moussavi, presenti negli anni del potere dello Scià, dovrebbero ricordarsi come venne loro imposta una cultura che non gli apparteneva e di come la maggior parte delle persone si attaccò alle proprie tradizioni, un esempio furono la donne che per rivolta decisero di coprirsi ulteriormente con il velo religioso, il chadore.
Il governo risponde a queste rivolte sedandole, per mantenere l’ordine pubblico; inoltre più volte Ahmadinejad ha denunciato l’ombra dell’Occidente, in particolare degli USA, dietro queste rivolte. Si tratta di un’accusa che non ha prove ma che è assai plausibile, più volte gli Stati Uniti hanno ficcato il naso negli affari di Stato di altre nazioni per interessi puramente economici e in questo caso è chiaro cosa vuole l’America, ciò che permette loro di mettere in moto le automobili e non solo queste, il petrolio.
È giusto, dunque, che il governo voglia fermare queste rivolte alimentate da chi è molto potente e crede di poter giocare a conquistare il mondo giocando, appunto, non con delle pedine, ma con delle vite umane.
Dora Karimi - classe IV C Liceo Scientifico “M. Curie” di Pinerolo (TO)
12 marzo 2010
Altri punti di vista per approfondire: The Populi, 22-6-2009: "Moussavi vs. Ahmadinejad, rivoluzione per la democrazia o regolamento di conti tra caste?" |