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La pena di morte? L'unica soluzione Stampa E-mail

"Come è lecito, anzi doveroso, estirpare un membro malato per salvare tutto il corpo, così quando una persona è divenuta un pericolo per la comunità o è causa di corruzione degli altri, essa viene eliminata per garantire la salvezza della comunità."
(Tommaso d'Aquino - Summa Theologiae)

La pena di morte? L'unica soluzioneLa pena di morte è una delle punizioni più antiche, utilizzata dai popoli di tutte le epoche per punire reati più o meno gravi con metodi estremamente diversi che vanno dalla crocifissione, allo schiacciamento con gli elefanti, dalla camera a gas alla sedia elettrica.

Tutt’oggi esistono 85 Stati che prevedono effettivamente la pena di morte e 117 che non la prevedono o non vi fanno ricorso. In alcuni essa è prevista per reati considerati gravi, come omicidio ed alto tradimento; altri, invece, ritengono possibile la pena capitale non solo per gli omicidi, ma anche per altri crimini violenti, come la rapina e lo stupro. I metodi più utilizzati sono la lapidazione, in alcuni stati islamici prevalentemente ai danni di donne adultere, l’iniezione letale usata negli Stati Uniti, il colpo di pistola alla nuca in Cina.

La pena di morte è un’arma a doppio taglio, in quanto è una scelta radicale, ma con alcuni aspetti positivi non trascurabili: sarebbe un efficace deterrente e un definitivo impedimento al reiterarsi di omicidi, è una punizione esemplare e un buon deterrente per i delitti più efferati, inoltre, ridurrebbe le spese eccessive per il mantenimento dei detenuti e risolverebbe il problema delle carceri troppo affollate.

Infatti, nel caso dei serial killer, l’unico modo che si ha per fermarli è l’incarcerazione a vita. Molte volte, però, a causa del sistema giudiziario essi riescono ad ottenere una riduzione della pena diventando di nuovo una minaccia per la società. La soluzione definitiva e più adatta sarebbe quindi la condanna a morte, essa li priverebbe, così, di ciò di cui non hanno avuto rispetto. In questo modo, inoltre, si eviterebbe di dover mantenere tutti quegli individui che hanno scelto un’esistenza fuori della legge, a questo proposito per perfezionare il sistema si dovrebbe introdurre anche il lavoro forzato in modo da non far pesare tali detenuti sulle tasche delle persone oneste.

"Ciò che io faccio è giusto, altrimenti Dio avrebbe mandato un angelo a fermare la mia mano, come fece a suo tempo con il profeta Abramo." (Albert Hamilton Fish, serial killer)

Per esseri così, pazzi e cinici, l’unica punizione possibile è la morte, è per questo che lo Stato, rappresentante della giustizia in terra, deve avere la facoltà di fermarli e anche se l’unico modo di farlo è optare per la fine della loro vita, in quanto essi stessi vi hanno rinunciato macchiandosi e non pentendosi dei delitti commessi.

Laura Pianalto - classe IV C
Liceo Scientifico “M. Curie” di Pinerolo (TO)

14 maggio 2010


Altri punti di vista per approfondire:
La Stampa, 24 aprile 2010:"All'iniezione preferisco la fucilazione"Usa, l'ultima volontà di un condannato"

 
 
 
     
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