Alcuni sostengono che la pena di morte è necessaria, perché unico valido deterrente alla criminalità. Altri sostengono che la pena di morte non ha alcun tipo di influenza sul tasso di criminalità, poiché nei paesi dove è applicata la criminalità non è diminuita, anzi in alcuni casi è addirittura aumentata.
Io ritengo la pena di morte inutile, una pena che oltre ad andare contro il diritto fondamentale della nostra esistenza, il diritto alla vita, lede la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Nonostante ciò i dati che ci giungono sul numero di persone colpite dalla pena, per vari reati, sono allarmanti. Ogni anno vengono giustiziati migliaia di detenuti in quasi cento i paesi. E non parliamo qui solo di stati arretrati o autoritari, come il Marocco, l'Egitto, ma anche alcuni tra i più civili e democratici, come il Giappone, la Corea del Sud o gli Stati Uniti. La pena di morte è inoltre presente in molti stati arabi, e ad essere puniti con la morte non sono solo gli omicidi. In Mauritania, ad esempio, è punita con la morte l'omosessualità (poiché dal 1980 si giudica con la sharia). In Benin vengono emesse condanne capitali per stregoneria e magia. In Sudan sono considerati reati capitali l'adulterio, il danneggiamento all'economia nazionale e la falsa testimonianza. In Siria è reato capitale quello di spaccio di stupefacenti; qui i processi si svolgono in segreto e agli imputati non vengono concessi né una difesa legale adeguata né il diritto di appello. In Giordania i condannati a morte vengono avvertiti solo qualche minuto prima che avvenga, mentre i familiari sono avvertiti solo a condanna eseguita.
Sicuramente il caso più grave rimane quello della Cina, dove migliaia di persone vengono giustiziate ogni anno e si può venir condannati a morte per ben 68 reati tra cui l'evasione fiscale, la corruzione, il furto, il contrabbando d'auto, il furto di cammelli, mucche e cavalli. In molti paesi asiatici si sta inoltre estendendo il reato di traffico di sostanze stupefacenti come reato capitale.
Qualcuno potrebbe essere favorevole a questo tipo di pena così disumano argomentando che è giusto che chi uccide debba essere ucciso; una condanna non deve essere però la semplice eliminazione di una persona ritenuta pericolosa, ma deve essere una punizione temporanea per permettere al condannato di iniziare una nuova vita senza più errori. Nei casi più gravi nei quali non è possibile reintegrare l'individuo, si può sempre ricorrere alla pena dell'ergastolo.
Un altro problema della pena di morte è la sua irrimediabilità: una volta inflitta non permette alcun tipo di correzioni, mentre spesso assistiamo a degli errori giudiziari.
Ma il vero motivo per cui la pena capitale è sbagliata e intollerabile è che uccidere è sempre sbagliato, anche quando a uccidere è lo Stato. "Non vi è libertà ogni qual volta le leggi permettono che in alcuni eventi l'uomo cessi di essere persona e diventi cosa" diceva Beccaria. Uno stato che si definisce democratico non può attaccare la libertà alla vita dei suoi cittadini.
Nessuno può disporre della vita di un altro.
Matteo Rivoire - classe IV C Liceo Scientifico “M. Curie” di Pinerolo (TO)
19 marzo 2010
Altri punti di vista per approfondire: Il Venerdì di Repubblica, 5 marzo 2010: "Dead Man Talking" |