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L’unione fa la forza Stampa E-mail

In occasione dei campionati mondiali di calcio che si apriranno in giugno in Sudafrica, ci sarà una partita molto importante da disputare per la Nazionale italiana, quella contro “la squadra” di al-Qaeda. Pare infatti che colpire manifestazioni sportive ricche di grande pubblico, attragga ancora una volta l’interesse dei gruppi terroristici.
 
L’unione fa la forzaL’articolo firmato dall’algerino Muhammad al-Salafi apparso la sera dell’8 aprile su alcuni forum jihadisti, dimostrerebbe l’intenzione di un nuovo attacco. “Che sorpresa sarà quando in un incontro tra Stati Uniti e Inghilterra trasmesso in diretta si sentirà in uno stadio pieno di spettatori il rumore di un’esplosione e ci saranno decine o centinaia di cadaveri”. La partita a cui si riferisce riguarda l’evento in programma allo stadio di Rustenburg il 12 giugno.
Davanti a questo ennesimo messaggio ci si chiede se sia possibile continuare a partecipare a competizioni sportive a rischio di attentati terroristici.

La mia convinzione è che solo perseverando si possa sconfiggere un nemico comune come il terrorismo, solo partecipando a quelle stesse manifestazioni che continuano ad essere considerate “a rischio attentato” si riuscirà a dissolvere la paura.

Penso che prendendo parte a questi eventi si possa minimizzare la forza terroristica impedendo di impaurire le masse ed evitando che lo Stato dipenda da un gruppo ristretto di persone che vuole sfruttare la paura altrui per raggiungere i propri scopi. Al contrario non partecipare a queste manifestazioni porta soltanto a far capire alla guerriglia che potrà ancora controllare le decisioni del governo usando la violenza.

Lo sport è unione e perciò è necessario che tutti siano complici di una generale rivalsa dei veri valori umani contro la violenza di poche cellule criminali.

Le delegazioni sportive devono essere in grado di poter abbattere i muri eretti dal terrore.

Ivan Giai - classe IV C
Liceo Scientifico “M. Curie” di Pinerolo (TO)

07 maggio 2010


Altri punti di vista per approfondire:
Avvenire, 10 aprile 2010:”Lo spot gratuito del terrorismo che colpisce soprattutto l'islam”

 
 
 
     
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