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Per la libertà si è pronti a tutto Stampa E-mail

In Iran continuano le violenze, gli arresti e i processi sommari nei confronti di chi manifesta contro il governo di Ahmadinejad. I rivoluzionari sfruttano ogni manifestazione statale (tutte le altre sono proibite dalla legge) per scendere in piazza contro il governo e il suo presidente, da molti visto come un dittatore. Infatti, da quando nello scorso giugno si sono svolte le elezioni presidenziali, si sono verificate moltissime proteste nei confronti del capo dello Stato, probabilmente salito al potere grazie ai brogli elettorali spesso denunciati dall’opposizione.

Per la libertà si è pronti a tuttoÈ palese, dunque, che chi protesta ha dei validi motivi per farlo poiché la popolazione è ormai sfinita dalle continue restrizioni che le vengono imposte. I giovani, principalmente universitari, sono coloro che portano avanti la rivolta poiché, grazie ai viaggi di istruzione all’estero, la maggior cultura acquisita e ai nuovi mezzi di comunicazione vengono a conoscenza di come la realtà degli altri Paesi sia ben diversa. Ma anche chi era presente ai tempi dello Scià dovrebbe ricordarsi della maggior libertà presente, forse eccessiva per un Paese che negli anni Sessanta non era ancora pronto a una massiccia occidentalizzazione, oggi se ne vedono le conseguenze. La rivoluzione di Khomeini del 1979, infatti, è stata una risposta al troppo veloce avvicinamento del Sovrano verso l’Occidente oggi, ancor di più, visto come la personificazione del Male.

Il popolo risponde ad un governo dittatoriale con la violenza tipica di chi, oppresso, come i giovani iraniani, è sempre stato costretto a sottomettersi ad una legge “divina” che di religioso non ha nulla: si tratta di una semplice copertura utilizzata da coloro che sono al potere (in prima linea gli ayatollah) per fare il bello e il cattivo tempo sfruttando l’ignoranza di una popolazione resa cieca dall’estremismo. L’unica speranza sono le nuove generazioni, essi non vogliono dover abbandonare la loro patria per avere ciò che spetta loro di diritto in quanto esseri umani, la libertà. Se è questa l’unica via, allora la ribellione è l’unica risposta!


Dora Karimi
 - classe IV C
Liceo Scientifico “M. Curie” di Pinerolo (TO)

12 marzo 2010

Altri punti di vista per approfondire:
La Stampa, 10-3-2010: "Islam e viaggi all'estero Vi racconto l'Iran di Neda"

 
 
 
     
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