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I grandi personaggi fanno sempre parlare di sé, anche da morti. È il caso di Bettino Craxi, scomparso dieci anni fa ad Hammamet, intorno al quale si è scatenata una bufera politica dopo la proposta del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di dedicare allo storico leader del PSI una via o un parco del capoluogo lombardo.
La reazione dell’ex-procuratore di Milano ai tempi di Mani Pulite Borrelli è stata lapidaria: “indecoroso”. Dello stesso parere è Antonio Di Pietro, leader dell’IDV, nonché ex-sostituto procuratore dello stesso Borrelli, che sottolinea come Craxi sia morto da latitante pur di sottrarsi alla giustizia italiana che lo aveva ritenuto colpevole di corruzione e finanziamenti illeciti ai partiti.
La polemica è destinata a perdurare nel tempo tra coloro che lo hanno rivalutato tra cui D’Alema, Veltroni e Casini e coloro che continuano a considerarlo solamente un politico corrotto, ricordando le due sentenze della Cassazione che nel 1996 e nel 1999 lo avevano condannato a cinque anni e sei mesi e a quattro anni e sei mesi.
Inoltre alcuni mettono in luce l’incoerenza della Repubblica italiana che, dopo aver considerato Craxi un pregiudicato, prima gli ha offerto i funerali di Stato e ora suggerisce di dedicargli una via.
In ogni caso la proposta del sindaco Moratti per ora non sembra aver fatto breccia nel 60% dei partecipanti ad un sondaggio di Sky che si dicono contrari alla creazione di una “via Bettino Craxi”. Enrico Forzinetti - classe IV C Liceo “Giolitti-Gandino” di BRA (CN) 4 giugno 2010 Altri punti di vista per approfondire: Lagazzettadelmezzogiorno.it, 30 maggio 2010: "«Una strada intitolata a Bettino Craxi» A Galatone è polemica" |